Intervista su ProntoPro: "Come ristrutturare una casa che ti fa stare bene..."

Colgo l’occasione di una mia intervista al portale ProntoPro per ripubblicare alcuni estratti che ribadiscono la mia filosofia progettuale completamente dedicata al benessere domestico degli abitanti delle case che progetto.

Buona lettura!

[…] Lo studio di Nicoletta si occupa di architettura d’interni e arredamento con un approccio piuttosto particolare: fin dai tempi dell’università ha approfondito diverse discipline scientifiche – solo apparentemente scollegate dall’architettura – ad esempio la psicologia, le neuroscienze, la fisiologia e l’experience design – che oggi le permettono di progettare ambienti che hanno effetti positivi tangibili sulle persone, sulle loro emozioni, sui loro stati d’animo e anche sul loro fisico.

[… ] La progettazione degli ambienti porta con sé un’enorme responsabilità: le persone trascorrono mediamente il 90% del tempo all’interno, in spazi le cui caratteristiche influenzano direttamente il loro benessere, gli stati d’animo e i comportamenti.

Il non gestire correttamente queste caratteristiche (ad es. colori, illuminazione e qualità della luce, layout, materiali, scenari olfattivi, comfort acustico, stile, qualità visiva, ecc.) in fase di progettazione può avere delle conseguenze pesanti per le persone che poi vivranno o lavoreranno in quegli ambienti.

Ecco perché non è sufficiente che gli spazi siano belli e arredati con gusto: devono aiutare in maniera attiva ed efficace le persone a sentirsi bene e ad essere al loro meglio.


Quali sono le opportunità (o difficoltà) che le nuove tecnologie stanno portando nel mondo edile?

Creando progetti così complessi dal punto di vista percettivo, Nicoletta ha sempre sentito il bisogno di creare un’esperienza immersiva al momento della presentazione del progetto.

È molto importante che le persone – anche quelle con poca capacità di immaginazione, e sono tante – riescano a “sentirsi” all’interno dell’ambiente, percependo sensazioni e stimoli.


Cosa consiglierebbe a chi desidera ristrutturare casa, ma non ha molte risorse economiche da investire nell’intervento?

A meno di esigenze strutturali o impiantistiche che rendono necessari interventi più importanti, e quindi più onerosi, spesso si riescono ad ottenere risultati molto soddisfacenti anche con budget contenuti.
Soprattutto se non si hanno molte risorse disponibili, è opportuno che il progetto sia molto accurato per minimizzare gli imprevisti in fase di cantiere e dettagliato: in questo modo il computo metrico dei lavori da sottoporre alle imprese e ai fornitori sarà preciso e permetterà di stimare correttamente i costi.

Ovviamente, affidarsi ad un professionista con esperienza – invece che procedere con il fai da te – permette di rimanere nel budget dando le giuste priorità ai lavori da eseguire e trovando soluzioni o finiture che a parità di risultato estetico hanno un costo inferiore;
evitare errori la cui correzione può portare a costi aggiuntivi in corso d’opera; creare un progetto generale che possa essere realizzato in fasi successive non appena si rendano disponibili ulteriori risorse.

Dal punto di vista di Nicoletta la cosa importante è che le risorse – tanto più se limitate – siano utilizzate in maniera consapevole, senza sprechi o velleità, per ottenere un ambiente sano, sicuro e che abbia degli effetti positivi sulle persone che lo abitano.


Quali sono i lavori di ristrutturazione più complessi da eseguire? Perché?

Nicoletta – parlando da progettista d’interni specializzata in neuroarchitettura – afferma che generalmente la parte più complessa del suo intervento appartiene alla fase iniziale della progettazione: in questa importantissima fase di analisi, infatti, deve conoscere a fondo i committenti, scoprirne le esigenze, i desideri, la personalità e le abitudini.

Può sembrare facile, ma non lo è – o perlomeno non sempre – in quanto alcuni bisogni o desideri sono inconsci e sconosciuti anche ai committenti stessi.

Una volta stabiliti assieme gli obiettivi della progettazione e gli effetti (emotivi, fisiologici o cognitivi) che gli ambienti devono generare sulle persone, diventa tutto molto più semplice perché si passa ad un piano più tecnico e concreto.


In che modo viene eseguito l’adeguamento energetico di un ambiente?

L’adeguamento energetico consiste in una serie di interventi di riqualificazione che consentono di ridurre i consumi energetici di un edificio. […]

Tuttavia, la notevole riduzione dei consumi energetici (e quindi dei relativi costi) e i benefici fiscali attualmente disponibili non costituiscono gli unici vantaggi degli interventi di riqualificazione energetica: anche il comfort abitativo – ossia la sensazione di benessere dal punto di vista termico, acustico, visivo e della qualità dell’aria – migliora in maniera significativa e immediatamente percepibile dalle persone, con effetti positivi sulla salute, sull’umore e sui livelli di stress psicofisico.

Nicoletta Bertolissi

Sono un architetto, interior designer e creative director di Udine.

Grazie a un approccio multidisciplinare che lega il design d’interni alla psicologia, alla fisiologia e al marketing esperienziale, progetto ambienti – aziendali, commerciali e domestici – le cui caratteristiche sono in grado di influenzare positivamente le persone che si trovano al loro interno. Mi occupo anche di direzione creativa e design.